Nuovi scenari urbani: progettare nel 22@

Tesi di Laurea di II° livello

Politecnico di Torino, 2° Facoltà di architettura , 2005

Relatori: Magnaghi, Agostino and Dal Pozzolo, Luca


URL: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/488


Abstract:

    Nella trasformazione della città esiste una relazione tra la pianificazione urbanistica e la costruzione architettonica. Questa relazione risiede nella libertà, o nei vincoli, che la pianificazione concede alla possibilità espressiva dell'architettura. La trasformazione di Barcellona si articola attraverso il susseguirsi di diversi piani urbanistici, di epoca e natura diversa. In che modo questi piani hanno contribuito, oppure no, alla trasformazione della città? E soprattutto, che relazione intercorre con l'architettura costruita?

    Per rispondere a queste domande non basta forse conoscere le norme ed i regolamenti che il piano in questione impone. Bisogna forse fare un passo indietro e cercare di capire come e perché si è arrivati al piano, possedere cioè un panorama su i processi e gli avvenimenti che hanno caratterizzato, in linea generale, la trasformazione della città.

La scelta di Barcellona non è casuale. Il modello di gestione che a partire dalle Olimpiadi del 1992 è stato realizzato e sviluppato ha portato cambiamenti di tale portata innovativa e di tale successo per la città, che è inevitabilmente diventato un caso studio, che non smette di rinnovarsi. Una città in continua trasformazione ed in continua ricerca, all'avanguardia nella capacità di auto promozione, nella capacità di rinnovamento, culturale e sociale, nella capacità di proiezione verso scenari futuri o futuribili, la cui ambizione va di pari passo all'intelligenza e lungimiranza necessarie per portare avanti questo discorso. Barcellona è una città densa ma solare, con una storia complicata, fatta di grandi progetti, grandi utopie, ma fatta anche da tante revisioni, da tante idee non realizzate, e dunque solo attraverso la conoscenza dei passi principali del suo percorso, possiamo porre le basi per costruire una nostra visione del suo futuro. Dal piano Cerdà ad oggi, il caso di questa città si è fatto modello. Ma questo modello si realizzato attraverso gli anni, attraverso le correnti architettoniche, attraverso strategie vincenti e progetti mai realizzati, attraverso grandi eventi e lotte sociali. Per questo motivo, l'ultima parte della tesi, che è la stesura di un progetto architettonico, all'interno dei vincoli e delle finalità di un piano, verrà sviluppato solo dopo una lettura dei questo percorso. A metà tra questi casi studio e la stesura del progetto, sarà analizzato il piano 22@, le cui determinazioni costituiranno l'ambito dei progetto stesso.

    La scelta di analizzare, in maniera sintetica, il rapporto tra disegno urbanistico ed opera architettonica, deve portare alla comprensione dei rapporti di forma che in maniera costante collaborano alla costruzione di ciascun "organismo urbano", comprendere gli elementi fondamentali del rapporto tra piano e progetto, comprenderne le reciproche influenze, e da ciò verificare la relazione di tali argomenti con la progettazione all'interno della MPGM22@.

    Che cos'è per noi la città? La definizione di Parker, fondatore della scuola sociologica urbana di Chicago, del 1925, ci aiuta a capire: "la città è qualcosa di più di un insieme di singoli individui e di servizi come strade, edifici, lampioni... è qualcosa di più che una costellazione di istituzioni e servizi amministrativi come tribunali, ospedali, scuole, La città è uno stato d'animo, un insieme di abitanti e tradizioni, attitudini e sentimenti organizzati tra loro e mantenuti vivi. In altre parole, la città non è semplicemente un meccanismo fisico ed una costruzione artificiale, è parte dei processi vitali della gente che la compone, è un prodotto della naturalezza, in particolare della naturalezza umana."

    Il percorso preso in considerazione parte dal Piano Cerdà, prima grande espansione della città, e muovendosi lungo un secolo e mezzo, passa per le Expo universali, le guerre, il franchismo, la rinascita sociale degli anni 70\80, le Olimpiadi del 92, per giungere infine agli ultimi piani che interessano la città, le Aree di Nuova Centralità e la MPGM22@.

    Di questi fatti si cercherà di delineare schematicamente: una sintesi storica, cioè un inquadramento cronologico con le nozioni fondamentali per orientarci nella lettura del fatto; un profilo urbanistico, cioè un'analisi dei principali caratteri della pianificazione urbanistica rispettiva, con descrizione dei progetti principali e loro intenzioni; un esito architettonico, cioè una sintetica analisi dei manufatti architettonici più caratteristici, dove per questo aggettivo intendiamo più attinenti al rapporto tra intenzioni del piano e realizzazioni formali.

    Attraverso la lettura ed interpretazione di questi casi studio potremo analizzare le caratteristiche che si sono consolidate, per quali motivi, quali trasformazioni abbiano avviato. Questi casi studio ci forniscono un database di problemi, soluzioni, strategie, atteggiamenti, che possono essere studiati ed interpretati per ricercare soluzioni, idee su problematiche a noi coeve. Questa parte della tesi si concluderà con una analisi schematica del rapporto tra piano e progetto, e con l'individuazione delle caratteristiche più importanti.

Una volta conclusa la lettura di questo processo, il lavoro si orienterà ad una analisi più approfondita dell'attuale piano urbanistico, in fase di realizzazione, di Barcellona, ovvero la MPGM22@. Verranno analizzati quali sono gli scopi, le intenzioni di questo piano, cercheremo di capirne, se esistono, i collegamenti con il processo di trasformazione anteriore della città, e saranno indicati gli aspetti tecnici più rilevanti riguardo alla trasformazione delle prescrizioni di piano in oggetti architettonici. Questo aspetto verrà circoscritto poi ad un ambito particolare del piano, ovvero verrà preso in considerazione un caso predeterminato, dei sei esistenti, che il comune di Barcellona ha assunto come motori della trasformazione.

La MPGM22@ è una grande operazione urbanistica che nasce dalla rielaborazione dei Piano Generale Metropolitano del 1976. Questa operazione si inserisce all'interno di un ampio disegno della città: le Aree di Nova Centralitat sono la nuova sfida che Barcellona sta affrontando, sono le nuove zone di espansione di cui la città vuole dotarsi. Sono principalmente zone perimetrali ma interne alla città, ma si tratta di zone di margine, che potenzialmente si trovano lungo assi importanti nella definizione della regione metropolitana. Anche per questo motivo sono di Nuova Centralità: il riferimento geografico non è più la città, ma tende a diventare l'intera Catalogna.

    La MPGM22@ riguarda la ristrutturazione del Barrio di Sant'Martì o PobleNou, un distretto industriale in declino da parecchi anni, che ora si sta riconvertendo verso il settore terziario avanzato. Idealmente la ristrutturazione del PobleNou completerà la griglia Cerdà, congiungendola attraverso Diagonal Mar ed il Forum 2004, fino al mare. E, attraverso gli edifici de! Forum, verrà creata una nuova area di interesse turistico culturale, in un settore della città fino ad oggi molto degradato. I criteri principali del 22@ sono la riconversione del tessuto attraverso le infrastrutture di telecomunicazione, l'installazione di nuove attività, comprese anche attività di divulgazione, densificazione del tessuto attraverso compensazioni degli indici urbanistici, la previsione di tecnologie avanzate di risparmio energetico e sostenibilità.

Analizzare la MPGM22@ significherà anche comprendere quali sono gli strumenti che rendono possibile la realizzazione di una operazione tanto complessa ed onerosa.

    Di questo sotto piano, il PERI Liull-Pujades Llevant (PERI sta per Piano Especial de Reforma Interior), verranno nuovamente indicati gli scopi, architettonici ed urbanistico-ambientali, e, tralasciando le ripetizioni di norme già specificate nella MPGM, si analizzeranno i vincoli e le possibilità costruttive. Al di fuori delle norme e soluzioni tecniche che dovranno, potranno essere utilizzate, si farà riferimento ad un aspetto molto importante, che struttura tutti gli aspetti di questo lavoro: si cercherà cioè di comprendere il legame che esiste, se esiste, tra piano e progetto. Questo elemento ci serve per capire quali sono le potenzialità insite nel tipo di pianificazione analizzato, potenzialità architettoniche, ovvero quali siano i possibili risultati formali ottenibili all'interno di un operazione molto vasta, molto complessa, ma anche molto articolata e definita, come la MPGM22@.

    Il lavoro si concluderà con una ipotesi progettuale all'interno del PERI selezionato, cercando di verificare, oltre alla ricerca formale, le difficoltà, ì vincoli, anche le innovazioni, gli argomenti che possono pesare maggiormente nella progettazione architettonica all'interno di questo ambito.

I PERI sono dei sottopiani caratterizzati dalla stesura di pre-progetti, definiti dagli indici, dalle norme e dagli scopi, e formalizzati a scopo indicativo della configurazione finale desiderata dai promotori pubblici. La libertà di espressione è quindi fortemente vincolata a queste condizioni, al mix di usi, alla relazione con l'intorno. Sono tutti aspeti già predeterminati, per cui l'esercizio progettuale riguarderà la ricerca di soluzioni in grado di soddisfare i vincoli, ma anche in grado di costruire una architettura che articoli le rigide determinazioni volumetriche del piano.